Osteopatia e cronicità

Sono oltre 24 milioni gli italiani che attualmente convivono con malattie croniche e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che oltre l’80% della spesa pubblica per la salute è indirizzato alle cure e alla gestione del paziente cronico.

Nel luglio 2019, il ROI è stato uno dei soggetti coinvolti nella Maratona Patto per la Salute, un’iniziativa promossa dal Ministero della Salute per la “promozione attiva della salute, anche tramite l’educazione della popolazione ai corretti stili di vita, nonché alla assunzione del bisogno di salute prima dell’insorgere della malattia o prima che essa si manifesti o si aggravi, anche tramite una gestione attiva della cronicità”.

Tra gli interventi sanitari volti alla cura e alla presa in carico dei pazienti cronici, l’osteopatia riveste un ruolo sempre più importante nell’integrazione di strategie terapeutiche orientate al miglioramento della qualità di vita dei pazienti e alla riduzione dei sintomi correlati a patologie croniche.

Sappiamo che entro il 2050 in Europa la speranza di vita aumenterà fino a quasi 81 anni, con un ritmo simile a quello registrato tra il 1980 e il 2010. A fronte di questa longevità assisteremo a una crescita delle malattie croniche, che già oggi riguardano 24 milioni di italiani

— Paola Sciomachen, Presidente del ROI

Osteopatia a supporto della collettività

L’incidenza della cronicità è strettamente connessa all’allungamento della vita media e pertanto è destinata a crescere. Entro il 2050 si stima infatti che nella Regione Europea la speranza di vita aumenterà fino a quasi 81 anni, con un ritmo simile a quello registrato tra il 1980 e il 2010.

Cosa si intende per cronicità?

La cronicità fa riferimento al tempo di insorgenza di un disturbo o di una patologia. Se superiore ai 3 mesi una patologia si definisce cronica.

Nel Piano Nazionale della Cronicità, il Ministero della Salute sottolinea che “la presenza di pluripatologie richiede l’intervento di diverse figure professionali, ma c’è il rischio che i singoli professionisti intervengano in modo frammentario, focalizzando l’intervento più sul trattamento della malattia che sulla gestione del malato nella sua interezza”.

Il progetto CronOs vuole essere una
prima risposta concreta.

“Nei prossimi due anni, i pazienti italiani affetti da malattie croniche che si rivolgeranno alle cure di un osteopata cresceranno a un ritmo superiore a quello atteso per i pazienti non cronici.”

— Ricerca Lattanzio Monitoring & Evaluation, giugno 2019